Il “Brusa Marso” a Grisignano di Zocco
In molte aree della Terraferma veneta, l’inizio di Marzo è accompagnato da riti rurali derivanti da tradizioni ancestrali. L’arrivo di Marzo segna la venuta della primavera, quando la natura si rigenera. In passato il miglioramento del clima, con la buona stagione, era accolto con giubilo dai contadini veneti, poiché significava che finalmente si sarebbe potuto mangiare qualche verdura in più e dimenticarsi per un po’ del rischio di morire a causa del gelo invernale, che mieteva spesso vittime tra gli anziani, i malati e i bambini.
Il calendario contadino iniziava quindi con Marzo, che era festeggiato con cerimonie agresti il cui nome cambia da una zona all’altra del Veneto assieme alle pratiche ad esse collegate. Al territorio di Grisignano di Zocco si lega il rito del Brusa Marso (ossia «Brucia Marzo»), di cui anche la famiglia Reschiglian, tra le altre del paese, conserva memoria.
Riproduciamo per i nostri lettori una nota di Sabrina Mosele dedicata all’argomento, con la speranza di tener viva almeno la tradizione di fare baccano il 1° di Marzo (nota in altri comuni del Veneto come «Bati Marso»).
La Confraternita del Zocco, 13/05/2026
Il Brusa Marso (disegno di fantasia)
Il Brusa Marso al Zocco
Sabrina Mosele
Nel 2003, Giuseppe Segato (1954-2006) ha pubblicato con la veneziana Editoria Universitaria il libro commemorativo Capodanno Veneto 1° Marzo 2003, che approfondisce il tema dei riti di Marzo nel Veneto. In questo testo è contenuto anche un elenco delle realtà locali aderenti al Comitato per le Belle Costumanze Venete, nato per celebrare i tradizionali festeggiamenti di Marzo, riuniti appunto dall’autore con l’appellativo di «Capodanno Veneto».
Fra i luoghi menzionati c’è anche Grisignano di Zocco, un comune vicentino al confine con la provincia di Padova, dove per tradizione si celebrava il Brusa Marso.
Secondo Segato, nel 2003, il Brusa Marso era organizzato dal signor Loris Zigliotto (a pagina 47 del libro di Segato figura il refuso «Zigiotto»).
Zigliotto è stato anche autore di due opere storiche sulla Grande Guerra, pubblicate dall’editore Gaspari di Udine: “Guida ai forti della Grande Guerra sul Fronte invalicabile tra l’Altipiano dei 7 Comuni e gli altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna: le escursioni, i protagonisti, la storia” e “Guida ai forti e ai percorsi sugli altipiani veneto-trentini da Luserna a passo della Borcola: le escursioni, i protagonisti, la storia. Vol. 2”, entrambi del 2008.
Va premesso che i riti di Marzo sono molto presenti nelle province di Padova e Vicenza; in particolare, sui Sette Comuni essi sono sempre stati profondamente sentiti dalla popolazione, pur svolgendosi secondo usi diversi tra un paese e l’altro.
La tradizione specifica di Grisignano di Zocco vuole che il Brusa Marso fosse celebrato il 1° di Marzo accendendo un falò e facendo strepito sbattendo delle pentole, degli oggetti di uso comune o suonando le racole di legno.
Il fuoco bruciava simbolicamente l’anno vecchio e il rumore risvegliava Marzo (l’inizio dell’anno nuovo). Al rito, organizzato da varie famiglie anche con fuochi diversi, prendevano parte persone di ogni età e sesso (pure dai comuni limitrofi).
Per i ragazzi e le ragazze era il momento ideale per stringere fidanzamenti (più o meno seri).
L’uso del Brusa Marso rimase vivo a Grisignano fino agli anni Settanta, come ancora oggi molti ricordano. Anni più tardi, con l’attivismo di Segato, Zigliotto aveva formato un gruppo per i festeggiamenti e ripristinato il rito dell’accensione del fuoco, ma in seguito fu costretto a fermarsi a causa dei problemi derivanti dal fumo.
Nel 2003 Segato si poneva «un obiettivo da sogno»: «portare, in un quinquennio o poco più, il 1° di Marzo, tradizionale capodanno della civiltà veneta, a fama mondiale paragonabile a quella del capodanno cinese» (op. cit., p. 54), oggi possiamo osservare che, puntando al mondo, è riuscito a far riscoprire i riti di Marzo ai veneti. Noi, più modestamente, desidereremmo solo che a Grisignano si tornasse almeno a battere le pentole il 1° di Marzo per salutare l’arrivo della primavera. Per questo confidiamo nel Comune e nella sensibilità della popolazione.
La racola, “ea racoleta”.

