Qualcosa di nuovo? Alunni che premiano maestri

 

Mons. Luigi Sartori

 

 

La tradizione del Premio “S. Francesco di Sales” è ormai abbastanza…vecchia; eppure è passata nelle mani di giovani. Forse che questo fatto non rappresenta, già da solo, una felice novità? Pare proprio di sì. Di solito sono gli anziani a fare i giudici e a gestire le pene o i premi, anche se decretati da altri; dall’altro della loro esperienza e giunti ad un traguardo discreto del loro cammino si volgono verso coloro che stanno ancora avanzando e devono essere stimolati a continuare con ardore. Ora, invece, si verifica quasi il contrario; un grupppetto di giovani riceve la staffetta degli anziani, e si mette a cercare in avanti, tra coloro che potrebbero rappresentare dei “modelli di vita”, per additarli al resto degli amici come protagonisti meritevoli di ammirazione e di lode. Alunni che premiano maestri.
Ma – si dirà – di quale metro di giudizio possono disporre i giovani di tale giuria selezionatrice? Non saranno piuttosto tentati di seguire le indicazioni della moda? Il rumore fatuo e superficiale della celebrità immediata e a buon mercato che è sospesa al semplice sussurro del “si dice”, del “corre fama che”, alle “voci” anonime canalizzate dai mass media, ai “nomi” che corrono sulle ali del vento breve del “quotidiano” che passa e muore?
Sì. C’è pure questo rischio; ma i giovani spesso sanno anche approfittare di un “sesto senso”, di un certo fiuto d’ordine morale, che li aiuta ad individuare appunto personaggi da segnalare piuttosto che eroi da premiare. Il premio, allora, diventa piuttosto l’indicazione di ideali; non a chiudere in bellezza, e quasi con un semplice sigillo di marca, una vicenda umana (per quanto illustre possa essere il personaggio che viene premiato), bensì per aprire un futuro di esemplarità per molti, una speranza di vita additata come idealità possibile, concreta, e non solo come il sogno di un’utopia.
Il gruppo della nostra giuria giovanile, perciò, non batte la pista della ricerca dell’eroe d’eccezione, o dell’idolo cui consacrare la devozione di fans; preferisce “evocare”, e quasi “ritagliare” alcune figure rappresentative di un modello che rispecchi il valore di ciò che può essere “comune” e “normale”; intende, cioè, dare rilievo non alle “eccezioni” che scappano fuori dalla “norma”, e che lasciano perciò intatta, addormentata, non scossa, non vitalizzata, la zona piuttosto numerosa della banalità od anche della “ordinarietà”.
C’è bisogno, oggi, di individuare “correnti” dentro la normale vita sociale, civile, culturale, e religiosa, “filoni” e “movimenti” che possano attrarre ed ospitare altri, possibilmente molti; esemplarmente. Per questo il premio che adesso è in mano ai giovani, non si fissa su qualche nome singolo o su pochissimi, ma si allarga ad una decina di nomi ogni anno; quasi a voler celebrare una festa di comunità. E ciò diventa possibile anche perché il premio non si lega in alcun modo al luccichio dell’oro; rimane vestito della nobile povertà di un segno dignitoso che si limita soltanto ad indicare e ad onorare chi è meritevole di onore e di lode. Importa solo che questi eccella nel saper attingere dalla vita la forza di disegnare autentici valori umani. Non si ricercano dottori o maestri nella parola, ma profeti; quanti sanno far parlare la storia: la loro storia, e quella storia più generale entro cui anche la loro piccola vicenda personale viene a collocarsi come “servizio”.
S. Francesco di Sales richiama proprio questo stile di loquela e di presenza pubblica, dove anche la parola parlata o scritta si fa eco e interpretazione della vita. Non sempre chi ha il nome di Dio sulla bocca, ne diventa segno vivo che parla realmente di Lui.
Mi auguro che i giovani amici che hanno assunto la onorevole responsabilità del premio confermino le felici attese nuove che ho appena sottolineato; ed, anzi, che riescano a chiarire quello che intendevo dire con le mie troppo brevi e fors’anche troppo oscure parole.

 

Mons. Luigi Sartori
Presidente Onorario
Dei Teologi Italiani

 

[Testo tratto dall’opuscolo: Premio giornalistico San Francesco di Sales, Roma 24 gennaio 1991, Centro
Russia Ecumenica]
 
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